Nuova Piazza dei gerani - Abitare 1
Parere favorevole della Giunta del VII Municipio alla "nuova piazza dei Gerani" sopra i parcheggi interrati.
Perplessità e riflessioni sul progetto presentato il 24 luglio a Centocelle.
di V. L.
Il 24 luglio 2007 presso l'American Sporting Club di via delle Robinie è stato presentato un progetto (a cura della Società Sintesi 2005 srl, commissionato dall'associazione Centro Commerciale via dei Castani e pagato dalla Regione Lazio) collegato al Programma Urbano Parcheggi.
Esso prevede interventi in piazza dei Gerani (3 piani interrati di parcheggi -391 posti- , in superficie un serpentone con piano terra e primo piano contenente un museo e laboratori) e in via delle Gardenie, da piazza Gerani a via delle Resede (3 piani interrati con 230 box auto, sotto l'attuale area centrale, e negozi in superficie) e la pedonalizzazione di via dei Castani, da piazza dei Mirti a piazza dei Gerani, con convogliamento del traffico sulle due vie parallele (via dei Noci e via dei Frassini).
È previsto pare un interramento dei capolinea dei tram 19 e 516 attestandoli su via dei Castani (vedi La Repubblica del 25 luglio, ma di questo non viene fatta menzione nella relazione tecnica).
Costo previsto 25 milioni di euro (da ricavarsi dalla vendita dei box e dei negozi).
La Giunta del VII municipio ha espresso già, in una sua memoria del 9 maggio, un parere di massima favorevole al progetto "riservandosi un giudizio definitivo sul complesso delle opere connesse alla realizzazione del parcheggio a rotazione, anche alla luce di un preventivo confronto con la cittadinanza". La Giunta ha intanto chiesto di avviare tutte le procedure tecniche e amministrative sulla fattibilità dell'opera, ricordando che rimane prioritario per Centocelle la presenza di parcheggi di scambio.
Le procedure per la realizzazione del progetto, trattandosi di un'opera inserita tra quelle soggette ai poteri straordinari concessi al Sindaco dal Governo Prodi, hanno una tempistica particolarmente accelerata. Lo ha chiarito il capogruppo capitolino dell'Ulivo Pino Battaglia, intervenuto all'incontro: ordinanza del Sindaco firmata il 26 luglio, approvazione da parte del Comune del progetto nell'ottobre 2007, avvio dei lavori a febbraio 2008 (con una durata prevista di due anni e mezzo).
Il presidente della Commissione Lavori Pubblici della Regione Giovanni Carapella (e prima di lui il presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio) ha espresso il suo apprezzamento al progetto dichiarando di ritenere importante che siano stati i commercianti a proporlo ed augurandosi che lo stesso possa inserirsi nel processo di trasformazione di Centocelle in moderno distretto residenziale che diviene centrale grazie pure all'avvento di due stazioni della metro C.
Carapella ha anche sollevato il problema del costo dell'opera: 25 miliardi di euro, quasi a voler mettere le mani avanti rispetto alle disponibilità della Regione (molto contenute, a causa dell'impegno assorbente del risanamento dell'enorme deficit della Sanità).
Dopo aver ascoltato gli interventi dell'incontro, in particolare quelli dei rappresentanti istituzionali, del responsabile della Confesercenti Antonio Ciavattini e dell'arch. Marcello Mazzucca della società presentatrice del progetto, ed aver osservato i pannelli illustrativi dello stesso ed esaminata la relazione tecnica che lo accompagna, si è ingenerato in me un senso di inquietudine affollato da diverse perplessità.
Queste perplessità, dopo una più attenta riflessione, permangono.
Innanzitutto, non vi è dubbio che il problema più grande di Centocelle è il traffico e la sosta delle auto. L'enorme offerta commerciale (negozi, mercato, centri commerciali) costituiscono un'attrazione per il traffico automobilistico, cui ci si augura darà una prima risposta importante il funzionamento (dal 2011?) della metro C. Ma se la crescita del numero delle auto continuerà ad essere quella attuale, nessuno potrà opporsi all'ineluttabile legge fisica dell'impenetrabilità dei corpi che ci costringerà tutti all'immobilità.
Vista l'improponibilità (nel senso che non se la sente nessuno di proporle perché impopolari) di politiche di scoraggiamento dell'uso delle auto in città, si sta cercando di dare risposta (?) al problema del traffico di Roma con la realizzazione di nuove strade e la crescita di posti per il loro ricovero e la loro sosta.
Il progetto definito in maniera accattivante "Riqualificazione urbana dell'area di piazza dei Gerani" in realtà vuole dare una risposta in proposito realizzando 621 posti auto (230 box e 391 "stalli") e sostituendo l'attuale piazza con un Pup per 621 auto, un serpentone (pianoterra e primo piano) contenente laboratori artigianali, un museo ed attività commerciali ad esso connesse, eliminando la sosta e il transito dei tram su piazza dei Gerani ed interrandone i capolinea su via dei Castani (soluzione costosa alquanto).
Le istituzioni municipali, comunali, regionali, i commercianti, i cittadini (quest'ultimi finora ignari del progetto) sono davvero convinti che la "nuova piazza" rappresenti un miglioramento rispetto a quella attuale?
Per quanto mi riguarda avanzo i seguenti dubbi.
Il primo è l'impatto ambientale: ad una piazza aperta sulla prospettiva del parco di Centocelle (Madre Teresa di Calcutta) e dei Castelli si sostituisce una passeggiata chiusa tra due muraglioni tortuosi (cosa diventerebbe nelle ore serali?), sacrificando i platani che attualmente l'adornano per sostituirli con stenti alberelli e sostituendo con arbusti i bei pini dello spartitraffico di viale delle Gardenie direzione v. Tor de' Schiavi (per altro risistemato nel 1998).
Piazza dei Gerani attuale non è brutta (anche se era più bella prima del restauro del 1993 e avrebbe bisogno di manutenzione e magari di un semplice chioschetto la cui autorizzazione comprendesse la manutenzione della piazza).
Secondo. Poiché il problema di fondo è di realizzare parcheggi, perché non li si realizzano interrati, senza sconvolgere il quartiere con lavori che sono destinati, nonostante le procedure commissariali, a durare fino almeno al 2011? Si faccia come, ad esempio, in largo Agosta, realizzando una vera e propria piazza, che, in quanto tale, sia frequentata dalla gente del quartiere, perché non più assediata dalle macchine.
Centocelle ha già sufficienti attrazioni (un Centro commerciale, un mercato e centri commerciali tra i più vari e completi di Roma) il problema è semmai quello di liberare la via più commerciale del quartiere (via dei Castani) con una passeggiata libera da macchine tutti i giorni e non solo qualche domenica nell'anno.
Terzo: tempi e lavori. L'esperienza ci insegna che i tempi preannunciati si rivelano poi sempre molto più lunghi, tanto più se un'opera deve essere finanziata con la vendita, come in questo caso, di negozi e box (faccia scuola il nuovo mercato in viale della Primavera).
Nessuno ha spiegato come verrebbe fatto lo scavo di ben tre piani sotterranei.
Quale impatto avrebbero due siffatti cantieri e con una mole così grande di movimento di terra?
Nulla inoltre è stato detto sui sondaggi geognostici, sono stati già fatti?
Quarto. Se proprio si vuole realizzare un museo (quello archeologico di Roma est, ad esempio richiesto anni orsono da una petizione di 10 mila firme), lo si faccia utilizzando spazi nella monumentale scuola Cecconi (come una precedente amministrazione municipale aveva deliberato).
Quinto. Non si avverte davvero la necessità di realizzare altri negozi in aggiunta.
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