Il sistema finanziario mondiale è fallito

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 Abituiamoci all'idea di una nuova Weimar globale  di Pietro Cambi

La finanza mondiale, non lo dico io ma nientepopodimeno che il grande vecchio (classe 1927) Paul Volcker, ex Presidente della Federal Reserve prima del disastroso e incensatissimo Bernanke, è alla bancarotta.

Vale la pena di riportare le sue parole:

 "This bright new system, this practice in the United States, this practice in the United Kingdom and elsewhere, has broken down. Growth in the economy in this decade will be the slowest of any decade since the Great Depression, right in the middle of all this financial innovation. It is the most complicated financial crisis I have ever experienced, and I have experienced a few..."
"Questo nuovo e brillante sistema, questa pratica negli Stati Uniti, In Gran Bretagna ed altrove è alla bancarotta.
La crescita dell'economia IN QUESTA DECADE ( Hype del sottoscritto) sarà la più lenta dai tempi della grande Depressione, tutto questo proprio nel mezzo di tutta questa innovazione finanziaria (impossibile non vedere una frecciata allamille volte celebrata capacità taumaturgica del suo innovativo successore).
E' la più complicata crisi finanziaria che io abbia mai sperimentato e, credetemi, ne ho sperimentate un ceto numero."

La cosa interessante è che quelle parole risalgono ad un discorso di SETTEMBRE 2008.
Ora si è chiarito le idee e, come TUTTI i banchieri, anche i più superliberisti, suona la grancassa degli aiuti di stato .
"The financial system is broken," said Paul Volcker. "It is a serious obstacle to recovery.  There is no escape from the imperative need for the federal government to come to the rescue to right the economic and financial ship of state."

La domanda che si dovrebbero porre, prima di tutto è: e' salvabile il sistema?
C'e' liquidità nel sistema, che possa ancora essere convertita in titoli di stato e che possa andare a finanziare i nuovi imponenti debiti che lo Stato dovrà fare per tentare di salvare le banche?
Se la risposta è no, ed a questo punto ci sono pochi dubbi, l'unica cosa possibile sarebbe una equa distribuzione dell'imponente distruzione di debito, pubblico e privato, necessaria ad alleggerire l'economia ed a farla ripartire.
Ovviamente questo implica o un default dichiarato ( al minimo una "ristrutturazione del debito in salsa argentina") o una inflazione a doppia cifra mensile in puro stile Weimar.
Non sembra bello?
Ricordatevi, (nota suscettibile ad ampie critiche/revisioni nda), che dopo Weimar l'economia tedesca, con i debiti pubblci e privati completamente cancellati dalla scomparsa della moneta, recuperò in pochissimi anni e certo non per particolari misure economiche prese dal governo di allora ( ahem).
In ogni caso, SE l'ipotesi di base è corretta ( con un governo inglese che parla di quantitative easing ovvero di rilascio di massa ( di contante) ci sono pochi dubbi) l'inflazione galoppante sarà una necessaria conseguenza della stampa frenetica di banconote.
L'alternativa?

Un Potlatch (cerimonia dove si distruggono beni di consumo e si pratica l'economia del dono ndr) di dimensioni immense dove verranno arrostiti non solo i risparmi attuali ma anche quelli delle generazioni a venire, sotto forma di ENORMI ed insostenibili debiti pubblici, forse RADDOPPIATI nel giro di uno o due anni.
Decenni di sacrifici e tagli di servizi pubblici essenziali sacrificati sull'altare dei rentier e degli azionisti bancari.
Uno stato ridotto, sostanzialmente, ad una banca, un esercito ed una struttura di controllo della popolazione.
Non può succedere e non succederà (? Uh uh..).
Noi italiani con l'immane e impagabile debito che ci ritroviamo, l'abbiamo sempre saputo, in fondo,, che prima o poi sarebbe finita cosi, alla sudamericana (in senso solo finanziario, mi auguro).

Prendiamo coraggio, guardiamo in faccia la realtà, definiamo cause e responsabili degli orrori in cui ci siamo cacciati e...accettiamo Weimar .

Sperando che per uscirne non si debba ricorrere ad un millenaristico uomo della provvidenza.