Le promesse di Alemanno
LE PROMESSE DI ALEMANNO
"Il campo sarà trasferito e lo costruiremo insieme"
«Il campo del Casilino 900 sarà trasferito in un´altra area. Entro la prossima settimana comunicherò la data della sua chiusura». Tira dritto Gianni Alemanno sulla questione rom. E aggiunge: «In quello stesso giorno procederemo anche al riallaccio di luce e acqua di cui la comunità è priva da nove mesi».
Così ieri mattina sotto gli sguardi dei 650 nomadi che da 35 anni vivono nell´accampamento all´angolo tra via Casilina e viale Palmiro Togliatti, il sindaco ha dichiarato che quell´area sarà bonificata e i rom spostati. «Nessun blitz», ha assicurato il primo cittadino, «ma programmeremo insieme il trasferimento».
L´annuncio è arrivato in una giornata di festa: le "porte aperte" hanno portato musica, balli, cultura e tanto divertimento. Cittadini, studenti dell´università di Roma Tre e moltissimi giovani hanno preso parte all´iniziativa "Quando cadono i muri", organizzata dalla facoltà d´architettura del terzo ateneo romano e dall´associazione culturale Stalker. E nell´atmosfera goliardica Najo Adzovic, portavoce dei rom ha spiegato: «Nessuno vorrebbe andare via. Ma chiediamo almeno di restare nell´area del VII municipio. I nostri figli vanno a scuola in questa parte di Roma, ora conoscono le maestre e il quartiere. Mandarci in tutt´altra zona sarebbe difficile per tutti noi». Alemanno, comunque, ha assicurato che il «lavoro dell´ex prefetto Carlo Mosca non sarà vanificato e con il nuovo presenteremo il progetto complessivo sui campi nomadi». E ha sottolineato: «Quello del Casilino 900 è il primo su cui interverremo, sia in termini di legalità sia di solidarietà. Su questo campo l´amministrazione comunale si gioca la faccia. Lo vogliamo spostare costruendone, insieme alla comunità rom, uno che segua le normative europee e che offra condizioni di vita più accettabili».
Rom e romani, intanto nella gelida serata di ieri, si sono dati la mano intorno al fuoco. Uniti ad ascoltare i concerti e a ballare sotto le stelle sulle note dei Têtes de Bois, di Francesco Di Giacomo, Ulderico Pesce e Andrea Rivera. Secondo gli organizzatori sono state duemila le persone che hanno partecipato alla festa nel corso di tutta la giornata. «Un modo per abbattere il muro di ignoranza, odio e disprezzo che circonda gli abitanti di Casilino 900 - ha raccontato Francesco Careri dell´associazione Stalker - A questa gente basterebbe soltanto un terreno perché a costruire le case ci penserebbero loro, sono bravissimi a farlo». La festa è stata la conclusione di un workshop durato tutta la settimana. «Siamo andati in giro per il quartiere, cercando di coinvolgere le persone a partecipare ai diversi lavori e progetti nel campo - ha spiegato Giovanna Seracino che collabora con l´associazione - abbiamo provato a stabilire un legame tra gli abitanti e i rom, ma spesso abbiamo incontrato ostilità e diffidenza».
Laura Serloni- la Repubblica







