Domenica 23 novembre al Casilino 900
QUANDO CADONO I MURI
Una domenica a casa degli abitanti del campo rom Casilino ‘900
il 23 novembre 2008 da mezzogiorno a mezzanotte
Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far cadere il muro di ignoranza, odio e disprezzo che circonda, sempre più alto, gli abitanti di Casilino ‘900 e che qui, come in tanti altri luoghi, trasforma la diversità in miseria ed emarginazione, una baraccopoli in un “campo”.
E’ dell’idea stessa di campo che ci vogliamo finalmente liberare, affinchè il reciproco rispetto abbia la meglio sulla paura dell’altro e la Democrazia ritrovi pieno titolo in questo Paese.
Assieme alla comunità di Casilino ‘900 vi invitiamo ad entrare ad esprimere la vostra creatività nel tessere una relazione, quella tra Romani e Rom, che oggi è appesa ad un filo, se questo filo si spezzasse avrebbe come prima vittima, affianco ai Rom, la stessa Democrazia e il rispetto per l’uomo, quindi noi stessi.
C’è da costruire un percorso di riconoscimento tra la città, il quartiere e il campo. Un percorso che apra una breccia nel muro ed entri fin dentro le case delle persone facendo di quel mondo parte del nostro mondo, di quel campo un qualsiasi insediamento.
Ancora una volta vogliamo affidare all’arte e alla partecipazione civile un compito che la politica fino ad oggi ha dimostrato di non saper affrontare.
Aderite all’appello, venite al Casilino ‘900 a partire da lunedì 16 per conoscere le persone , le famiglie e le case, conoscersi e immaginare con gli abitanti del campo come animare le case che domenica 23 apriranno le porte a tutti quei cittadini che vorranno farsi pubblico civile, decostrtuttori di muri.
Vorremmo che ognuno dei 101 nuclei familiari del campo possa ospitare piccoli interventi artistici e musicali, mostre fotografiche, letture di libri, racconti di storie, proiezioni di films e documentari, animazioni per bimbi. Vorremmo che per un giorno il Casilino ‘900 diventi un centro di attività e produzine culturale tale da far tremare e magari crollare quel muro di indifferenza, odio e disprezzo in cui, da troppo tempo in questa città, il mondo Rom è stato rinchiuso..
Per adesioni, informazioni e proposte di collaborazione scrivi a
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
O visita il blog http://reterom.blogspot.com
E il canale http://it.youtube.com/reterom
“I muri minacciano tutto il mondo, dall’uno e dall’altro lato della loro oscurità.
Finiscono per inaridire ciò che si è già disseccato sul versante della miseria, finiscono per inasprire le le reazioni d’ansia che si manifestano sull’altro versante, quello dell’abbondanza. La relazione con l’altro ci indica la parte più alta, più rispettabile, più feconda di noi stessi. Che cadano I muri.
Noi chiediamo che tutte le forze umane d’Africa, d’Asia, d’Europa, delle Americhe, che tutti I popoli senza stato, tutti I “repubblicani”, tutti I sostenitori dei “diritti dell’uomo”, gli abitantidei paesi più piccoli, gli isolani e gli erranti degli arcipelaghi, così come coloro che percorrono I continenti, chiediamo che tutti gli artisti, gli uomini e le donne colti e quelli che trasmettono il sapere, che tutte le autorità al servizio dei cittadini o quelle di buona volontà, che coloro che modellano e creano, levino, in tutte le forme possibili, una protesta contro questo muro-Ministero che cerca di farci adattare al peggio, di abituarci a poco a poco all’insopportabile, di portarci a frequentare, in silenzio e fino al rischio della complicità, l’inammissibile.
Tutto il contrario della bellezza”.
(da “quando cadono I muri” di Patrick Chamoiseau ed Edouard Glissant. Roma 2008)
C’è poco da aggiungere alle parole di Chamoiseau e Glissant…







